Nel mare di fondi dell’Unione Europea, vi è un settore all’interno del quale si verificano le maggiori frodi: gli Appalti Pubblici.
Il rapporto annuale pubblicato dall’OLAF (l’Ufficio Europeo per la lotta anti frode) dimostra che la maggior parte degli autori delle frodi utilizzano i canali pubblici (appalti transnazionali e subappalti, sovvenzioni per ricerca e occupazione) per commettere atti illeciti, ovvero utilizzare i fondi con finalità di lucro private (leggi: versare sul proprio cc).
Nel 2016 l’OLAF ha ha chiuso 272 casi e ha avviato 219 nuove indagini, che hanno permesso di riversare nelle casse dell’UE 361 milioni di Euro, ma le irregolarità non sembrano diminuire: i numeri sono stati pressappoco gli stessi nel 2015, dove sono state avviate 219 indagini e chiuse 304.
Una normativa in evoluzione
La giustizia penale in questo settore negli Stati Membri lavora ancora con un sistema fondato sugli stati nazionali, ma è necessario investigare in Europa come se fosse un unico Paese: il Parlamento Europeo ha accettato questa linea d’azione approvando qualche settimana fa una direttiva che stabilisce le norme minime sulla definizione dei reati e delle sanzioni in tema di contrasto alla frode e alle altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea (direttiva Pif – http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52012PC0363 )
Italia attenta!
All’interno della normativa si è data molta importanza alle frodi in materia di IVA, commesse all’interno di un finanziamento (false dichiarazioni, ovvero evasione). In questo, l’Italia è stata ammonita dall’Avvocato Generale della Corte di Giustizia della CE a causa dell’istituto della prescrizione: un reato commesso contro gli interessi finanziari dell’UE non può essere soggetto alle normative nazionali, e in particolare nel caso Italiano, a quelle che prevedono la prescrizione. In sostanza, processo non si può interrompere, bisogna giungere alla decisione sulla colpevolezza e imporre la conseguente sanzione.
Dal problema alla soluzione: voce ai cittadini e alle istituzioni
L’Unione Europea lavora sempre su due livelli per realizzare coesione e sviluppo dei territori: su uno vi sono gli Stati, le regole, la formazione della giurisprudenza e della normativa; dall’altra i cittadini, le istituzioni, le organizzazioni del terzo settore, che possono contribuire ad integrare le politiche dell’Unione Europea in diverse materie attraverso iniziative, studi, eventi, creazione di reti. Contro le frodi è attivo il bando HERCULE III che finanzia azioni ed iniziative che promuovono il rafforzamento dell’azione di amministrazioni nazionali o regionali, Istituti di ricerca e insegnamento ed organismi senza scopo di lucro a tutela degli interessi finanziari dell’UE contro la frode, la corruzione e altre attività illecite.
Ricordiamoci che tutto quello che viene dall’UE non è nostro, ma Nostro, e in quanto tale va tutelato!
Marzia Stenti
EU Project Director