Un mare di fondi #2 – Quando l’Europa è casa tua

 

C’erano una volta un nigeriano, un turco e un Italiano.

Oppure, se preferite, c’erano una francese, una rumena e un’italiana. No, non vi stiamo per raccontare una barzelletta, ma quello che vediamo ogni giorno in ufficio quando giovani da tutto il mondo decidono di partecipare ad un programma di mobilità europeo.

La mobilità come principio per unire i popoli

I padri costituenti dell’UE, hanno sempre creduto che la sua forza risiedesse nelle persone e nei popoli che la compongono. Con il passare del tempo, i programmi di mobilità europea sono diventati la manifestazione più concreta e visibile di quanto disposto dalle leggi e dai trattati di Shengen nella parte dedicata alla libera circolazione delle persone. Oggi, non solo possiamo circolare e muoverci nell’Unione Europea liberamente, ma possiamo avere un contributo per viaggiare, formarci e studiare all’estero, anche in Paesi che non sono Europei.

Ma cos’è la mobilità nel concreto?

Semplice: è dare a tutti la possibilità di vivere un’esperienza di studio, lavoro o formazione all’estero, in Europa e a volte nel mondo, che può durare dai 7 giorni fino ad un anno.

La CE finanzia i progetti presentati da organizzazioni ed enti che a loro volta si occupano di selezionare i partecipanti per la partecipazione al progetto.

Fin qui tutto ordinario. Ma aspettate di imbarcarvi su un aereo, atterrare in un altro Paese, disfare le valigie e iniziare le vostre attività: vivrete una delle esperienze umane più incredibili in assoluto!

All’inizio potreste sentirvi disorientati, provare una fortissima voglia di ritornare a casa, tra un “ma chi me l’ha fatto fare”, e un “ma che ci sto a fare qui”. Ma non ve lo ripeterete più di due volte: ormai siete usciti dalla vostra zona di confort, e anche se non per volontà di mettervi in gioco,

sarà lo spirito di adattamento che prenderà il sopravvento e taglierà i lacci che ci tengono ancorati ai nostri limiti e alle nostre paure.

Mobilità è cambiamento

È raro trovare qualcuno che abbia partecipato ad un progetto di mobilità e non ne sia ritornato entusiasta, carico, ricco, motivato, emozionato, migliore: in una parola, cambiato.

Vi abituerete a tollerare anche al latte sulla tavola a pranzo, le uova cucinate di mattina, i modi di parlare e di stare insieme delle persone. Incontrare uno straniero a casa vostra o altrove non vi farà più paura, perché non entrerete in soggezione nel comunicare con lui.

Potrete fare sfoggio di aneddoti e raccolti dalla manciata di culture che avete conosciuto, e raccontare agli amici e ai parenti di quanto siano stupidi e fuori luogo i pregiudizi che si hanno su tanti popoli.

I programmi di mobilità

Programma Erasmus per giovani imprenditori: un aspirante imprenditore può essere ospitato fino a 6 mesi in un’azienda per apprenderne il know-how e condividere le sue esperienze.

Programma Erasmus+

Sai che è possibile partire in Erasmus anche se non sei uno studente universitario? Il programma Erasmus+ è pensato proprio per questo.

Fin dalle scuole superiori è possibile per i giovani, ma anche per i professori, realizzare un periodo fuori di formazione e/o studio. Ma anche per il personale degli enti di formazione o delle aziende, o di giovani neet che  cercano un tirocinio formativo.

Erasmus placement: riservato agli studenti universitari, permette di realizzare un tirocinio di approfondimento e di alta specializzazione per la stesura della tesi, attività di ricerca o di formazione.

Servizio volontario Europeo: dalle 2 settimane ad un anno in organizzazioni impegnate nel sociale per portare avanti determinate attività: in Guatemala in un centro per l’educazione dei bambini, in Burkina Faso per l costruzione di un villaggio, o senza andare troppo lontano, in Francia per organizzare festival o in Spagna per la gestione amministrativa di un centro o di un’organizzazione.

Scambi giovanili: di sicuro, l’esperienza più genuina e interculturale che si possa realizzare. Gruppi di giovani fino a 25 anni si riuniscono in un Paese europeo per circa 1 settimana, dove grazie al supporto di mentors e facilitatori affrontano i temi più vari attraverso workshop, laboratori creativi, teatro, musica e altre attività.

Training, formazione e tirocini in organizzazioni del terzo settore e/o aziende: una vasta gamma di esperienze, tra cui affiancamento on the field per lo scambio di competenze ed esperienze, corsi professionalizzanti per giovani e non.

La filosofia alla base di questi progetti è sempre e solo una: io ti do un’opportunità, spetta a te viverla e farla fruttare al meglio.

Per molti? No, per tutti!

Si ok, ma chissà quanto mi costa, direte. Nulla. Il programma copre i costi di viaggio e alloggio, a volte prevedendo un piccolo pocket money mensile per le spese di tutti i giorni.

Troppo bello per essere vero? Aspettate di sentire il resto: nella maggior parte dei casi non è richiesto nessun titolo, certificato, master, diploma, esperienza per partecipare.

Quindi, riassumendo: se volete partecipare ad un’esperienza di mobilità assicuratevi di avere a portata di mano un’associazione o un ente beneficiario di un finanziamento; andate ad informarvi sui siti dei programmi; fate domande e non abbiate paura di chiedere: le organizzazioni e gli enti beneficiari vi aiuteranno in tutte le fasi, dalla preparazione dei documenti alla partenza; fate le valigie; buon viaggio, e al vostro ritorno, raccontateci tutto!

 

 

Marzia Stenti

EU Project Director

 

 

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